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NON POSSO, HO DANZA! La gestione del tempo

NON POSSO, HO DANZA! La gestione del tempo

Tuo figlio non va bene a scuola come vorresti? La soluzione è facile e logica: togliamo la danza per aumentare le ore da dedicare allo studio.

Purtroppo, cari genitori, non funziona così, anzi. Spesso un buon rendimento scolastico si rivela strettamente correlato all’attività sportiva agonistica o ad un percorso coreutico.

“Mens sana in corpore sano” contiene in sé una profonda verità che diviene ancor più realistica se associata all’infanzia e all’adolescenza.

È da sfatare completamente il mito per cui “avere più tempo a disposizione per dedicarsi allo studio” sia realmente una soluzione. Nella maggioranza dei casi avere tempo in abbondanza per i compiti, o semplicemente studiare, non risulta avere l’effetto desiderato, crea al contrario uno stato di apatia nel ragazzo, che tende a procrastinare lo svolgimento dei compiti, rischiando di far scorrere il tempo a disposizione senza concludere niente, vivendo una sensazione di ansia e depressione dettata dall’incapacità di gestione del tempo.

Questa afasia cade sulla testa dei nostri ragazzi come impedendo loro di organizzare il da farsi in maniera pertinente ed efficace.

Abituare i bambini ad un’adeguata gestione tra scuola, attività e sport è la strategia vincente che punta sul senso di responsabilità, stimolando le capacità organizzative del bambino e del ragazzo. Il desiderio di essere puntuale al proprio allenamento stimola ad organizzarsi e a tirare fuori le proprie capacità gestionali.

Privare un giovane di una passione non crea, infatti, un feedback positivo come desiderato. Il genitore che elimina lo sport, o la danza, a favore dei compiti e dello studio, lo fa augurandosi che il desiderio e la voglia di andare a danza si faccia presente più fortemente e che il proprio figlio compia un ragionamento inconscio: “la prossima volta devo impegnarmi di più e devo organizzarmi meglio, in modo da non perdere la lezione di danza”. Questo sarebbe idealmente, la soluzione a tutti i problemi di rendimento scolastico, ma in realtà non funziona propriamente così. Il processo psicologico che avviene all’interno dei giovani non è quello di risoluzione del problema, al contrario, si innesca un meccanismo di frustrazione e rabbia che ricade sul genitore stesso, percepito come carceriere che controlla il prigioniero.

In questo specifico caso, è scientificamente provato che avere una passione per uno sport, un’arte, o un’attività in cui il giovane concentra numerose attenzioni, aiuti l’organizzazione e la gestione del tempo. Può sembrare un controsenso, ma è così; meno tempo i ragazzi hanno a disposizione, meglio riescono (sorprendentemente) ad organizzarlo. Attività come la danza, infatti, aiutano ad organizzare mentalmente il tempo e a gestire le risorse individuali.

Una ricerca scientifica, eseguita dall’Università di Montreal, dimostra che il 48% dei giovani che compiono esercizio fisico studiano effettivamente tre ore in più alla settimana rispetto a chi non lo pratica, perdendo meno giorni di scuola per assenze ingiustificate.

Se riusciamo a insegnare che l’impegno paga, sarà una bella palestra di vita per tutti: nessuno diventa adulto senza aver imparato che qualche sacrificio ci tocca e che, se ci crediamo, verrà ricompensato.

Fare qualche piccolo sforzo, sicuramente contribuisce a costruire la strada per un percorso che ci porterà gratificazioni e soddisfazione.

Non ci resta quindi che concludere dicendo che limitare le passioni crea frustrazioni e rabbia che, spesso, provocano l’effetto contrario a quello desiderato.

Impariamo a riflettere sul tempo e ottimizzarlo.

A volte si pensa che una vita felice sia una vita piena.

La felicità tuttavia non dipende da quante cose facciamo, ma da come le facciamo.

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